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January 26 saggistica Del perder tempo in vario modo
ossia come passare una giornata senza fare assolutamente niente
1. la sveglia: non fate i buffoni mettendola alle 7 di mattina, mettela alle nove. Ma non oltre, altrimenti, sembrandovi già tardi, sarete portati ad alzarvi subito. Spegnete subito la sveglia, e assaporate la comodità del vostro letto. Pensate a come state caldi, a come è bello non doversi alzare.. e riaddormentatevi, una o più volte.
Alzatevi quando proprio non ne potete fare a meno, ma sempre con un residuo desiderio di tornare a letto: questo vi servirà per trascinarvi lentamente per un po'.
2. Trascinatevi lentamente per un po'. Vagate per casa cominciando a pensare, ma non troppo attentamente, a cosa dovreste fare. Arriverete alla conclusione che la colazione dev'essere il vostro passo successivo.
3. La colazione, ovviamente richiede molta calma. Anzi, se potete, mentre mangiate imbambolatevi a leggere qualcosa di poco impegnativo (tipo riviste etc.). Quando avete finito restate un poco a fissare il vuoto, tanto per digerire, poi alzatevi e rimettete un po' a posto. Con calma.
4.Dopo aver vagato un altro po' vestitevi, ma con vestiti da casa, oppure restate a metà in pigiama. E' il tocco che vi permette di prendere la giornata come una cosa riposante, che da l'idea che ve la potete prendere comoda perchè avete tutto il tempo del mondo.
5. Se state leggendo questo post si suppone che abbiate messenger, quindi accendete il computer. Fatevi un altro giro per la casa, aspettando che il pc si accenda, parlate con i vostri familiari di argomenti futili (ex: "dovrei ricomprarmi lo spazzolino da denti.."o" cosa fai oggi, esci?"etc etc), poi ritornate davanti al pc: leggete tutti i nick dei vostri contatti, leggete le loro frasi personali, entrate in blog a caso e da lì perdetevi tra blog di emeriti sconosciuti soffermandovi sui post di gente che ha perso tempo per dirvi come potete perderlo anche voi.
6. Pranzo. A questo punto, anche se avete i miei orari, il pranzo è sicuramente pronto. Se possibile mangiate davanti alla tv, con pigre pause tra primo, secondo, contorno e frutta... o insomma tra le varie parti del pasto. Una volta finito restate autisticamente a guardare uno dei tipici programmi del dopopranzo, western, film in bianco e nero o melevisione che sia. E restateci finchè la cosa non comincia a nausearvi.
7. Il dopopranzo è facilissimo non fare nulla, ma se volete proprio il niente assoluto prendete un libro da studiare, magari particolarmente ostico, e sedetevi sul letto con l'intenzione di farlo. Vi ritovere a fissare il muro di fronte con particolare interesse senza che la cosa vi venga a noia, per ore.
8. Quando la cosa vi sarà venuta a noia, prendete una risoluzione, e preparatevi al vero studio facendo lunghi e complicatissimi calcoli su quante pagine al giorno dovreste fare, e su quante invece sarebbero se vi prendeste le domeniche di pausa, o se partiste due giorni.. etc, per poi rimandare l'inizio di tutto al giorno dopo.
9. Ritornate al computer e scoprite il gusto di disegnare quadrati/rettangoli sul desktop cliccando il tasto sinistro del mouse e spostandosi per lo schermo.
10. Si è fatta sera, e potete scegliere tra l'andare a vedere programmi idioti alla tv, restare al pc a chattare, telefonare a gente che avete sentito da poco, vagare per casa disturbando gli altri componenti della vostra famiglia con questioni inutili, sedervi a sentire musica, o un'altra di queste occupazioni inconcludenti.
11. Cena. Più o meno come il pranzo, solo che il momento tv (che potrebbe essere sostituito dal momento pc o dal momento lettura) si prolunga fino a quando vi state addormentando.
12. Con molta calma preparatevi per andare a letto, e se non riuscite ad addormentarvi leggete l'altro mio post che vi spiega come fare.
Questo è quanto. Se avete letto tutto ciò siete già sulla strada della nullafacenza, quindi non mi resta che augurarvi buon divertimento, e tornare a fare quadrati/rettangoli sul desktop. Aurevoir.
January 20 nuit d'hiverNotte. Piazza Navona, al centro di Roma. Canti, danze, risate. Ma come è successo??
Io ero partita da casa pensando a una serata tranquilla, un cinema, una passeggiata, presto a letto... Poi la seconda parte del programma è cambiata, e mi sono ritrovata in un pub dall'aspetto dimesso, a guardare a bocca aperta le evoluzioni di un vecchietto travestito che cantava Edith Piaf e Jacques Brel: costui altri non è che il celeberrimo Dominot! Attore, mimo, cantante, trasformista, compare ne La dolce vita di Fellini, ha girato mezzo mondo, e adesso eccolo, nel locale che ha aperto, a parlare con degli anonimi giovinastri capitati lì per caso. Quasi surreale.
Ma gli anonimi giovinastri non si turbano, e proseguono come se niente fosse la loro serata, sbarcando prima a Campo de' fiori, poi a una Piazza Navona semi-deserta in cui il freddo si fa sentire sempre di più.
Si tirano fuori le chitarre, quasi per caso, sicuramente per poco.. e non si sa come siamo circondati da spagnole folli che si mettono a ballare, attirando di conseguenza un gruppo di ottusi burini romani che resta in disparte a guardare nella speranza di rimorchiare.
Ognuno parla e canta nella sua lingua, ma ci si capisce lo stesso (be', oddio, con i burini forse no), e anzi dobbiamo avere l'aria così simpatica, che diversi americani di passaggio di uniscono a noi. A questo punto è il delirio: grazie al mitico Elio che suona di tutto, si passa dai Beatles alla Macarena (ovviamente ballata da tutti), si creano trenini, gente stonata che canta convinta, nessuno che sa le parole, ognuno che parla lingue diverse.. il paradiso insomma!
Ma poi, è successo davvero? January 12 ..fugit invida aetas..Il tempo è relativo, si dice. E in fondo, in una certa misura, lo è un po' per tutti: un'ora di una pallosa lezione dura sicuramente più di un'ora di una festa meravigliosa..
Però per me la relatività del tempo si amplia al punto di far perdere significato al concetto stesso.
Il tempo non esiste, non ha senso.
E fin qui, ok. Però, mentre io sono in questa astratta dimensione in cui minuti e ore si confondono, il resto del mondo continua seguire ritmi abbastanza normali.
Questo è un problema.
Inoltre, sia per la pressione bassa, sia questione d'abitudine, sia una cosa genetica, io ho la tendenza a vivere più lentamente del resto del mondo: avrei bisogno di più ore in un giorno, ma anche di più ore per dormire, se non ci penso, sono terribilmente lenta a fare le cose. A volte lo sono anche quando ci penso.
Questa è una tragedia.
Come posso interagire con persone che vivono più velocemente di me, non avendo neanche il più minimo senso del tempo che mi aiuti a regolarmi?!
Certo, esistono gli orologi, ne ho parecchi in casa (quasi tutti fanno un'ora diversa) e uno al polso che non mi lascia praticamente mai (e quando lo fa entro proprio in un'altra dimensione), ma non posso stare perennemente a guardarlo! Insomma, a volte non ci penso... Ma soprattutto, se anche lo guardo, e vedo che sono passati 3/4 d'ora, invece di 20 minuti, cosa cambia? Se posso mi sbrigo di più, ma di solito conoscendomi cerco di sbrigarmi a prescindere, tuttavia per tutto il mio organismo sono effettivamente passati 20 minuti. E basta.
Tutto ciò, come avrete capito, mi porta ad essere perennemente in ritardo per qualsiasi appuntamento, che sia una cosa piacevole, una cosa importante, una cosa inutile. E a disperarmi mediamente per tutto ciò. E a renderdermi antipatica ad un notevole numero di persone. E a perdermi un sacco di cose. E a provare una certa frustrazione, che cresce quando, convinta per una volta di farcela, dopo essermi organizzata magari tutta la giornata in funzione solo dell'uscita in orario, arrivo sempre e comunque tardi.
Il bello è che ci sono sempre dei motivi per il mio ritardo, più o meno validi, ma possibile che debba sempre succedere qualcosa quando devo andare da qualche parte? possibile che il mondo si coalizzi contro di me? possibile che ci sia sempre questa sorta di forza superiore che m'impedisce di rispettare gli orari?
Anche se a me verrebbe da dire di si, logicamente la risposta sembrerebbe essere NO. Quindi sono io il problema. E no, questo non rende più semplice il tutto. Come risolvere la questione??
Uno psicologo non servirebbe, primo perchè sprecherei un sacco di soldi arrivando sempre tardi, secondo perchè non credo sia un blocco psicologico, ma più che altro una cosa genetica (anche i miei sono ritardatari, mentre mia sorella sta combattendo con questa sua natura, e ha ottenuto svariati successi ma senza mai eliminarla del tutto).
Dopo l'ennesimo disastroso ritardo ho pensato d provare con l'autodisciplina, ma dubito fortemente che sortirà i suoi effetti. Cosa resta allora? Io ho finito le opzioni, se qualcuno ha consigli sono ben accetti. Se volete ve li pago pure. January 01 2008Capodanno! Auguri!!!
Ma in fondo cos'è cambiato? Insomma, prendiamo il Capodanno per ciò che è: un motivo a buffo per far baldoria. E fin qui, niente da dire, ben venga. Però il problema è: dove, come e con chi festeggiare?
Per strane congiunture stellari, mi sono ritrovata al 30 dicembre senza alcun programma, così tra una seggiovia e una discesa ho cominciato a riflettere sul mio futuro: il meraviglioso gruppo del liceo (in decadenza già da anni) si era quasi totalmete sfaldato percui il mio destino sembrava segnato, mi sarei imbucata in qualche festa con un amico a scelta... Poi l'idea, venuta non so bene da chi, di piazza Navona: gelo assicurato, ma se non altro cosa diversa dal solito, e con una buona dose di alcohol in corpo, probabilmente divertente. Ora mancava solo da definire il chi, quindi ho cominciato a proporre a chiunque mi capitasse di unirsi a me. Peccato che si fossero tutti abbastanza organizzati e convincere un intero gruppo di sconosciuti è più complesso di convincere un solo amico, ma la speranza è l'ultima a morire e così..
Ore 10 e qlcs del 31 dicembre, Francesco mi apre la porta, ceneremo a casa sua e poi usciremo. Per un momento penso di riuscire subito: dentro Matteo, Gafo e Keru, quel che resta del gruppo del liceo, placidamente seduti a un tavolo, giocano a carte. Dalla porta di fronte arrivano voci festose e musica.
Sperando in un miglioramento futuro entro in casa sorridente e propongo di buttarci sul cibo (estrema consolazione) e tra un bicchiere di vodka e una forchettata di cotechino arriva la mezzanotte.
Nuovo anno! yhuhuuu! saliamo in terrazzo per ammirare fuochi artificiali e panorama, e ci ritroviamo tra gli invitati della porta accanto: sui vent'anni anche loro, ma, al contrario di noi iper acchittati: ragazze in microvestiti sul genere "non conosco l'inverno" e tacchi sui 10cm e ragazzi in camicie, maglioncini etc.
Riscendendo prendo in considerazione l'idea d'imbucarci e, che mi abbiano sentito o che l'abbiano immaginato, poco dopo dei ragazzi vengono a invitarci. Dopo incertezze varie dei boys e Keru che diserta suoniamo alla porta: di fronte a quelli che ci aprono comincio a riconsiderare le mie converse gialle, ma in fondo chissene importa, c'è musica, c'è gente, tanto basta.
Purtroppo musica e gente sono in stanze separate per cui mentre Matteo e Gafo ammirano il panorama femminile mi ritrovo a ballare da sola...ma presto francesco si unisce a me peggiorando di molto la situazione: non avendo particolari abilità danzerecce infatti, riproduce saltellante e incurante del mondo che lo circonda il riscaldamento che fa a pre-box. La frase "fregatene, sei tra gente che non rivedrai mai più" diventa un ritornello ininterrotto nella mia testa..
Dopo un'oretta di questo strazio torniamo dalla nostra parte, a casa di Franz, e presi giacche, borse e maglioni usciamo finalmente alla volta di piazza Navona! Nel frattempo restiamo in tre, ma ci facciamo compagnia cantando a squarciagola per tutto viale Medaglie d'oro le peggio canzoni da falò.
Una bella passeggiata (autobus e metro erano già finiti) e siamo a piazzale degli eroi, dove torniamo al numero originario con l'aggiunta di Enrico e Michele. Altra passeggiata, ancora più bella, e siamo a piazza Navona che si sta spopolando: cazzeggiamo un po' tra giochetti in cui si spara (vinciamo 2 bottiglie di spumante che si aggiungono alla nostra riserva di alcolici) e zucchero filato, proseguiamo per campo dei fiori, tanto ormai siamo a due passi, e infine ci volgiamo al ritorno.
da Campo dei fiori a piazzale degli Eroi alle 5 di mattina, non è esattamente una cosa piacevole, con gli arti che s'intorpidiscono per il freddo e per la fatica, ma giungiamo alfine alla squallida piazza dove le nostre strade si dividono: mentre Gaf e Matteo proseguono indefinitamente dritti sperando di trovare qualche mezzo, io ed Enrico ci stipiamo sulla moto di Michele e...finalmente casa, letto, buonanotte.
Insomma..serata interessante, molto sul tipo notte bianca, ma con una ventina di gradi in meno.
Penso che il prossimo Capodanno lavorerò... |
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