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    December 30

    la giornata bianca

    Ti ti ti- Ti ti ti- Ti ti ti.
        La sveglia? No, non è possibile, ancora non sono riuscita nemmeno ad addormentarmi del tutto.
    grshfincidente sullabfrgvipreseknfsla nuova canzonegrrsh.
        Finalmente tace. E' la prima volta che uso questa sveglia, invece di spegnerla ho messo la radio e devo essermi sbagliata a programmarla.. ma per sicurezza controllo: no, nessun errore, sono le sei del mattino e mi devo alzare. Cerco di convincermi che vale la pena dormire 5 ore per andare almeno un giorno a sciare e straordinariamente sono pronta in tempo: 7 precise, raggiungo Silvia che mi aspetta in macchina e partiamo, destinazione Campo Felice.
     Ok, veramente destinazione stazione tiburtina, da lì pullman per L'Aquila e solo allora rotta per Campo Felice, ridente comprensorio sciistico abbruzzese... ma insomma, noi guardiamo ai fini ultimi.
     Stazione, biglietti, un'ora di viaggio, Avezzano, ... AVEZZANO?!? mah, e L'Aquila?? L'autista ci spiega con non molta delicatezza che se continuiamo su quel pullman finiamo a Pescasseroli, che ci conviene scendere, ma che comunque il primo pullman per il capoluogo abruzzese passerà quella sera.
     Morale della favola: abbiamo sbagliato tutto.
                                                                              
     Sperdute in questo pesino squallido e semideserto cerchiamo aiuti improbabili dalle cassiere dell'Eurospin (unico centro di vita) e da chiunque passi per strada, ma senza molto successo. Fortunatamente dopo meno di un'ora arrivano i rinforzi: chi ci doveva venire a prendere all'Aquila ha allungato un PO' il percorso.
     Dopodichè bisogna tornare indietro, sempre più indietro e poi di nuovo avanti... insomma, tra una cosa e l'altra arriviamo alle piste che mezzogiorno è passato, e tra una fila e l'altra arriviamo ad affittare le ultime due paia di sci disponibili che è praticamente l'una.
                                                              
     Per non frapporre altro tempo in mezzo tratteniamo fame e pipì e... finalmente, si scia.
     Che altro dire? Questo basta a rendere meravigliosa la giornata, a dare un senso a tutta la fatica precedente.
     Però dura poco: alle quattro gli impianti chiudono. Dopo l'ultima ghiacciatissima discesa riportiamo gli sci al noleggio e comincia il ritorno (che sarà comunque meno traumatico dell'andata).
     Nel frattempo però siamo riusciti a fare circa otto piste, mentre Silvia ha fatto quasi altrettante cadute, ci siamo rinfrescate la memoria, gelate il naso e divertite da morire.
     
                Ora non resta che rifarlo! Chi viene??           
     
    PS:ADESSO ABBIAMO IMPARATO A PRENDERE I PULLMAN PERCUI SE ARRIVIAMO A PESCASSEROLI è PERCHè CI VOGLIAMO ANDARE..VI POTETE FIDARE!
    December 15

    Sociologia

                I Natali:
    Era una notte buia e tempestosa: quasi un avvertimento.. ma le parole dei fati portate dal vento non vennero ascoltate.
          Così nacque Vincenzo Cesareo.
                L'Infanzia:
      Da piccolo Vincenzino era un bambino bruttino e poco sveglio, il tipico bersaglio dei dispetti dei compagni insomma, ma non se ne ebbe mai a male: era troppo fesso per accorgersene, quindi voleva un gran bene a tutti.
      Crebbe: pur non riuscendo mai ad avere voti alti si manteneva sulla sufficienza studiando sempre il doppio degli altri, e i professori, capendo che più di tanto non poteva dare, lo aiutavano.  Studia e studia arrivò all'esame di maturità, che passò con un immeritato 70 pur non essendo uscito di casa per tre mesi per prepararsi: felice del risultato si buttò entusiasta nello studio universitario.
               Gli Studi:
      Qui, dopo aver sperimentato vari indirizzi, imboccò la strada della sociologia, arrivando perfino alla laurea! Certo, la materia gli era proprio congeniale: quel parlare di cosa ovvie in modo fumoso, quel complicare la realtà circostante, che lui non aveva mai capito, di modo che nemmemno gli altri la capissero; finalmente usava paroloni che lasciavano i profani a bocca aperta e non aveva alcuna importanza il fatto che nemmeno lui ne conoscesse il significato!
      La madre, vistolo così appassionato e sospettando che non fosse portato per altri lavori, lo spinse a proseguire la carriera universitaria: un numero non indifferenre di anni dopo, Vincenzino diventava l'egregio PROF. CESAREO.
               I Successi:
      La fede l'aveva aiutato molto in questo: difatti era ordinario all'Università Cattolica.
     Il professore comincio a pubblicare: saggi, articoli ed infine, la sua opera magna: il manuale di sociologia dalla brillante copertina rossa (aveva scelto personalmente il colore) e dall'originale titolo di SOCIOLOGIA, diviso nei due volumi "Teorie e problemi" e "Concetti e tematiche"...anche se per il secondo si era fatto aiutare dai suoi "amichetti" professori e da qualche assistente schiavizzato.
              Gli Amori:
      Ma facciamo un passo indietro: come abbiamo già accennato Vincenzino era brutto ed anche un po' cretino, quindi per lui non era facile trovare ragazze disponibili.. non che se ne crucciasse, ovvio, non aveva abbatsanza introspezione per farlo, però vedeva che la mammina se ne preoccupava un po'. E così, quando gli si presentò la prima occasione (verso i 25 anni) si lasciò andare.
      Lei quella sera aveva bevuto decisamente troppo. Se ne andava girando per la festa con le sue meches biondo platino appena fatte e la sua voce da oca castrata, senza capire bene quel che avveniva intorno a lei: poi lo vide.
      Lui era ai margini della festa, serio, composto, quasi affascinante con quel suo modo di essere totalmente fuori posto.
      Lei  si avvicinò, lo guardò con una faccia da pesce palla in salmì... e si girò per vomitare in un secchio là vicino.
      Allora lui prese e l'aiutò ad arrivare fino al bagno: qualcuno chiuse il chiavistello.
    Quanto accadde dopo non è del tutto chiaro e preferiamo non parlarne in questa sede, ma da allora Maria Luisa MANISCALCO conservò di Vincenzino un tenero ricordo (anche lei non era esattamente piena di uomini) che la portò, anni dopo, anche lei docente di sociologia, ad adottare il suo famoso manuale, senza nemmeno leggerlo prima, e a trovare meravigliosa ogni singola espressione che vi era inscritta. E a ritenere fantastica ciascuna espressione ivi trattata. E ad apprezzare tutte le frasi che vi si trovavano (velato riferimento allo stile del suddetto Cesareo.ndr).
              Sociologia:
      Il manuale dell'Egr. Prof. Cesareo, dunque, era adeguato alle sue capacità di elaborazione logica.
      Ricordandosi dei suoi problemi con lo studio, il professore ci teneva a ripetere ogni concetto almeno una decina d volte, se anche con parole un po' diverse (lui mica faceva ripetizioni!) mentre quei pochi concetti un po' più diffivcili o astratti tendeva a nominarli al volo, per non far penare troppo i poveri studenti.. e perchè tutto sommato non li aveva capiti ancora benissimo nemmeno lui: era il caso, per esempio, della circolarità del nesso azione-struttura cui tralasciò di dare una spiegazione, ma hce nominò ben due volte (sempre con la stessa identica formula ovviamente, per non creare confusione).
      Tuttavia il suo testo, in conformità con lo spirito dell'editore cattolico con cui pubblicava, e della fede che tanto l'aveva fatto procedere, doveva avere anche dei contenuti morali! Per questo parlando delle forme di protesta gli sembrò giusto dare un giudizio di merito, cosicchè gli studenti si rendessero conto della realtà dei fatti: "(...) quella prospettiva violenta ed esecrabile che è alla base degli atti terroristici."
     E fu forse un motivo simile, di correttezza, che lo portò a specificare in una nota che la pietra della corona dei re d'Inghilterra, nominata in un esempio, era stata giustamente restituita agli scozzesi nel dicembre 1966 con solenne cerimonia.
       Sempre per il bene degli studenti i suoi esempi erano talmente ampi da entrare nel campo di altre materie, e da far perdere il filo del discorso al povero lettore...
     
    ...ma non possiamo dilungarci ancora a lodare il meritevole professor Vincenzo Cesareo, costretti come siamo dalle circostanze a studiare il suo splendido manuale, quindi qui chiudiamo la nostra storia, in una notte buia e nuvolosa, augurando a chiunque mai si trovi a studiare i succitati testi un sincero BUONA FORTUNA.
    December 08

    kind of

    Venerdì. Sociologia ovunque, ora e mezzo di ripetizioni con la bambina esagitata, un paio d'ore di ritardo...e giungo Finalmente in quel di via Spallanzani. Programma della serata: Olivia, il neo-conosciuto Francesco ed io a convivere in un buco di casa a San Lorenzo, andare al Qube, cazzeggiare ampiamente e tornare a "casa".
      Prima passeggiata della serata x raggiungere questo posto, carichi di borse e zaini, con Francesco che tanto x gradire mi appioppa la busta bevande (tipo 20kg): tra una cosa e l'altra, l'equivalente di mezz'ora di ginnastica...
     
          LA casa: Sita nella famosissima (?!) via dei Campani è grande nel complesso circa quanto la mia stanza. Micro-salotto, cucina, bagno, scaletta che porta al soppalco (in cui Ol e Fra sbattono al soffitto) con letto a una piazza e mezzo. Questo il nostro regno. Mancano asciugamani e lenzuola pulite, manca soprattutto il dentifricio..ma la cosa più desolante è il frigo: confezione di uova scadute a inizio novembre,broccoletti dall'aria malsana, parmigiano che sta prendendo un colorito marrone e un meraviglioso tocco di Grasso di Suino. E' vero che è la casa di uno scapolo... cmq per stasera è nostra e ci accontentiamo.
     
       La cena: Per fortuna abbiamo la nopstra spesa... grande spesa... pasta e sugo pronto! Il sugo basta scaldarlo con un po' d'olio e sale; peccato che Fra si sbagli e ci metta un bel tocco di zucchero. Per rimediare ci svuota dentro anche un mezzo barattolo di sale: lo zucchero non si sentirà più, il sale si e avremo sete per tutta la sera, anche perchè nel frattempo non beviamo acqua, ma rum & lime e rum & arancia... di cui lascio immaginare il gusto.
     
       La vestizione procede abbastanza rapida (anche perchè si son fatte le 11) anche se circa 15 minuti sono dedicati a vedere se la cresta di Francesco è sufficientemente perfetta.
    Siamo SENZA macchina, ma noncuranti del futuro chimiamo un taxi (la metro aveva già chiuso) e arriviamo al luogo dell'appuntamento.
     
           IL Qube: d'improvviso, incontrati gli amici di Francesco, siamo circondati da gay: esperienza nuova per me, ma interessante, e presenta alcuni sicuri vantaggi (per esempio entrare nella disco dopo un'attesa di soli 5 minuti perchè la fila gay scorre più in fretta). All'interno l'ambiente è misto: non si capisce più a chi stare attenti, chi ci prova e chi è solo amichevole etc etc, ma nel complesso ci si diverte. Verso le quattro, paghi dell'esperienza e un filino stanchi decidiamo di tornare a casa.
     
       Il ritorno: Siamo sempre senza macchina. E' sempre troppo tardi, anzi, ormai troppo presto, per prendere i mezzi e non abbiamo soldi sufficienti per un taxi. Non siamo affatto vicini a casa.
      Senza turbarci granchè cominciamo a camminare in una direzione che si suppone giusta... e così continuiamo. All'inizio ci assilla la sete, poi una serie di fontanelle interviene a salvarci. Un chiosco di frutta verdura e simili (con un proprietario evidentemente nottambulo) ci evita l'inedia, mentre per il freddo crescente e il male ai piedi c'è poco da fare. Continuiamo a camminare. Costeggiamo tutto il Verano e finalmente siamo a San Lorenzo, i bar cominciano ad aprire, la gente aumenta, ma ancora non si fa chiaro...
     
        Arrivati. Restiamo seduti sul divano tentando di riprenderci finchè il desiderio del letto non ci fa alzare. Il letto si, quello di prima, quello a una piazza e mezzo... e noi siamo in tre (di cui due notevolmente oltre gli 1.70).
    Olivia confinata al centro, io in un angolino rischiando di cadere e svegliandomi ogni volta che mi devo girare, Francesco dall'altro lato che pare sia quello che ha dormito meglio... così dalle 6 fino ad un'ora imprecisata della mattina in cui Ol esasperata si sposta sul divano all'ingresso/salotto e la situazione migliora per tutti e tre.
    Verso mezzogiorno e mezzo siamo tutti svegli, con facce inquietanti, e senza colazione (non c'era nulla in cucina), un po' rincoglioniti affrontiamo il nuovo giorno.
    buonanotte.
    December 07

    Scrivere

    Penna a punta fina che scorre sul foglio.
    Inchiostro nero che forma parole
    scaturite come niente da liberi pensieri,
    ora acqua stagnante, ora fiume impetuoso.
    Foglio bianco che porge un invito
    e poi si perde tra mille pagine già riempite.
    E per ultima, solo una pausa, arriva la
    FINE
    December 05

    :D

    Nonna Paola vecchierella
        di Maria Tibaldi Chiesa
    Nonna Paola vecchierella
    far volea qualche frittella
    per il suo bel cagnolino
    vispo, furbo e birichino.
    La credenza spalancò:
    tutta vuota la trovò!
    A comprar la carne andò.
    Quando a casa ritornò
    il suo cane al suol giaceva:
    ahimé, .... non si nuoveva.
    Nonna Paola corse fuori
    a chiamare tre dottori,
    ma al ritorno il cagnolino
    oh, suonava un flautino!
    I dottori per disdire,
    fu costretta ancora a uscire,
    e al ritorno che trovava?
    La sua zuppa il can leccava!
    Qualche cosa a comperare
    per la cena dovè andare,
    e al ritorno il cagnolino
    trovò a fare il ballerino.
    Quel miracolo a mirare
    un'amica andò a chiamare,
    e al ritono che vedeva?
    Il giornale il can leggeva!
    Nonna Paola esterrefatta
    a un prodigio di tal fatta,
    trafelata e senza fiato
    corse a dirlo al vicinato.
    Quando torna, il can galoppa
    d'un caprone sulla groppa!
    Nonna Paola lo sgridò,
    ma quel cane le abbaiò.
     
     
    Ora, secondo voi, qual è il senso profondo di tutto ciò?
     
                                                                          lupocapracavolo