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September 13 Venezia 64/75/07 E' giunto il momento del più breve ma cmq più grazioso viaggio di questa estate.
E questo color fragola marcia che sull'azzurro sembra marrone, sarà il colore in cui lo leggerete.
Sono partita l'1 sul presto..cioè alle 9.45, col fido zainone rosso acceso che ha più anni di me, dopo una giornata di sopravvivenza da sola a Roma e un'epica lotta con un ragno che si era impossessato del mio lavandino.Dopo un lungo e orrendamente noioso viaggio in treno ho potuto ammirare le grazie architettoniche (?) della stazione di Santa Lucia e l'acqua pura e limpida (?!) del Canal Grande. O almeno suppongo che fosse il canal grande.
40 minuti di traghetto e sotto la guida di Diego sono arrivata al campeggio del Lido: Tende piantate all'arrembaggio di uno spazio pratoso relativamente piccolo e palafitta centrale con docce, lavandini e...i famigerati bagni alla turca!
Dopo avere lasciato la patente alla "reception" (e questo è un particolare importante), mi sono immersa nella vita dieghesca e lidense del luogo: prima di tutto, il pass per vedere i film. Infatti, per chi non lo sa e non l'ha nemmeno immaginato (pippe!), sono andata a partecipare alla 64esima mostra del cinema di Venezia, nel suo 75esimo anniversario.
Dunque, il pass. Piccolo cartellino plastificato e rettangolare di colore per buona parte verde al "modico" costo di 100 euro per 6 giorni. Il passo successivo è stato imparare che, con quel cartellino, potevo assistere alle proiezioni che sul programma erano contrassegnate dalla scritta -tutti gli accrediti-. Non ero -pubblico, non ero -daily press e nemmeno -press,industry. Alle proiezioni dedicate a tutti questi altri sarei potuta entrare giusto se rimanevano posti liberi. O queste almeno erano le credenze di allora. Ma il futuro le avrebbe smentite...
Dopo ciò si è completata la mia iniziazione: ho visto uno di quei pazzi film sperimentali che sicuramente un giorno saprò apprezzare (un giorno, ma non ancora), ho visitato i simpatici bagni del Casinò, ho mostrato a destra e a manca il mio tesserino per fare tutto ciò, ho scorrazzato in bicicletta, ho comprato la cena [lussuosa:pane e salame(e non un panino col salame, c'è differenza!)] da Billa, il supermarket, ho fatto due ore di fila per vedere Blade runner con Ridley Scott in sala, ho socializzato con quelli che aspettavano con me, ho conosciuto i due simpatici esseri amici di amico che poi hanno condiviso con noi miserie e nobiltà e infine ho sperimentato la dura legge del tesserino verde, anche se non di persona per il momento: dopo tutta l'attesa, il nostro quadrigruppetto è arrivato all'ingresso, ma siamo entrati solo in tre. Finiti i posti? macché, ce n'era ancora una cinquantina. E allora? Pura malignità? Ma a che scopo? Mistero della fede..
I giorni seguenti hanno seguito l'andazzo del primo: tanti film, sollevazioni popolari dei pass verdi che restano fuori e conseguenti strani sodalizi (la vecchietta settantenne, lo strano ragazzo coi denti sporgenti..), pranzi approssimativi, cene anche, a letto alle 3, sveglia alle 7...ma anzi ripensandoci anche alle 9...9.30. Guduriosissime docce calde, bresciani che vanno e vengono, Diego che ha freddo la mattina e si rigira nel suo micro sacco a pelo, le nostre bici gialle che non trovano posto all'entrata della mostra...
Spunto di riflessione partito da uno dei controlla-pass: "Come mai sei qui? sei stampa?" "No, no" "Ah, allora sei un'appassionata.." "Mmm, be', più o meno.." "Ma allora che ci sei venuta a fare?!"... Inquietante. Mica si possono fare queste domande così a bruciapelo.
Darò una caramella gommosa a orsacchiotto a chiunque di voi saprà rispondere a ciò.
Dicevamo... tra questa vita caotica e un po' bohemiènne i miei 4 giorni sono volati e mi sono ritrovata col solito zainone rosso sulle spalle alla volta di casa.
Abbiamo fatto tappa a metà del percorso del vaporetto, lasciando gli improperi della gente (il fatto che esistessimo e fossimo materiali era fonte di indignato disappunto), per vedere San Marco e qualche altra stradina. La prima volta che sono stata a Venezia avrò avuto una decina d'anni, e c'ho passato un paio d'ore. Stavolta sono riuscita a battere quel record: 40 minuti. Ormai la conosco come le mie tasche...
Il viaggio di ritorno non è interessante: una dormita quasi ininterrotta e poi casa.
E la patente?!?! Ve la ricordate, quella che all'inizio avevo lasciato alla "reception"? Ve l'eravate dimenticata, eeh? Be', anch'io. Per fortuna una delle gentili signorine di lì ritrovandosela fra le.. mani, ha chiamato Diego, gli ha chiesto il mio indirizzo e me l'ha spedita via raccomandata. E così si conclude il mio viaggio a Venezia 64/75/07. September 10 Mallorca! Come preannunciato e promesso ecco a voi, signore e signori, il fantastico, emozionante e spumeggiante resoconto..del viaggio a Mallorca!!!
Ebbene, per la verità c'è poco da dire (molti di voi staranno già stappando lo champagne lo so, ma non sottovalutate le mie doti logorroiche): non che sia stata una brutta vacanza.. ma diciamo che si allontana notevolmente dai miei canoni di viaggio bello e soddisfacente.
Prenotato di corsa tramite CTS appena qualche giorno prima di partire, con meta scelta a caso perchè era quella che costava di meno, il 18 luglio ci siamo ritrovate in 3, silvia, olivia ed io, all'aeroporto di Fiumicino. Il viaggio aveva sempre più i connotati di gita con la scuola, visto che almeno i due terzi dell'aereo erano stipati di ragazzi, più o meno caciaroni ed esagitati, e che il CTS provvedeva al trasporto dall'aeroporto di Palma all'hotel, con pullman sempre sullo stesso tenore.
Prima surprise: il nostro hotel era un po' allo sprofondo, in un angolo remoto di una sottospecie di cittadina a un po' di chilometri da Palma(capitale dell'isola nonchè centro pulsante della vita giovanile). In ogni caso, la stanza era decente, con una adorabile vista sul parcheggio dell'hotel, e la blatta morta del corridoio è stata spazzata via verso il secondo giorno... peccato che:
seconda surprise: dall'odore di fritto vario che si sentiva ad ogni ora del giorno abbiamo capito di essere sopra le cucine...dove un qualche macchinario non meglio determinabile era munito di una ventola il cui ronzio ha risuonato ininterrottamente dietro le nostre teste per tutta la vacanza. dopo aver rischiato di diventare pazze, ci siamo abbastanza abituate.
Terza surprise: tutti i nostri progetti di affittare motorini o macchine o almeno biciclette sono sfumati dopo aver visto i prezzi... e dopo aver sperimentato quante forze ci restavano di giorno.
Infatti la vacanza si è svolta in modo così vario, che non c'è nemmeno bisogno di raccontarla giorno per giorno:
verso le 11 di sera si esce, si prende l'autobus(1.30euro per ogni autobus, indipendentemente dalle fermate!!), si arriva nella via delle discoteche di Palma, si aspetta che uno delle centinaia di PR ci abbordi pregandoci di prendere le sue prevendite, si fa un altro giro e poi si entra.
Si balla tutta la notte, con qualche pausa per una vodka lemon o per un long island, e qualche passaggio in bagno a rinfrescarsi gomito a gomito coi trans del luogo. Si esce possibilmente verso le 6, comunque mai prima delle 4.30, e comincia il ritorno a casa. All'inizio aspettavamo l'autobus che ricominciava alle 6, poi ci siamo concesse sempre più spesso il lusso di un taxi.
Arrivo in hotel, spiattellamento sul letto, ma sveglia un paio d'ore dopo per fare colazione. Nuova dormita a pancia piena fin verso mezzogiorno/l'una...a volte anche le due/tre.
Sveglia e andata al mare: lunga spiaggia di sabbia bianca, stracolma di gente, acqua verdazzurra fin troppo calda, sole che spacca le pietre. Quasi totale assenza di giovani con cui socializzare. Nuovo abbiocco sulla sabbia, con qualche breve bagno per ritemprar le forze. Silvia è diventata color peperone marcio, Olivia fetta biscottata e io il solito cioccolatino. Si pranza con cose arrangiate: un frutto, un gelato, qlcs rubato dalla colazione, una granita(sperando che la cena arrivi presto).
Si torna il tardo pomeriggio, docce, creme, a volte piastre e phon, cena a buffet, spesso un po' schifosa, vestizione e trucco, e ricomincia l'iter discotecaro.
Potrei raccontarvi dello schiuma party in cui siamo quasi soffocate, o delle uniche due volte in cui abbiamo pranzato, che hanno dato il colpo di grazia al nostro stomaco debilitato, o anche dei siciliani con cui sembrava possibile avere un dialogo, ma che si sono rivelati uguali agli altri viscidi che s'appiccicavano in discoteca... ma mi dilungherei davvero troppo, e voi avreste l'impressione che la vacanza sia stata varia, mentre non è così. Solo un ultimo episodio, dopo il quale avrete voglia di abbracciarci facendoci pat-pat sulla testa: avevamo prenotato per il penultimo giorno una gita in barca, lungo la costa, con mangiata di paella a metà mattina, e bagno finalmente in posti belli. La mattina della gita dopo avre aspettato un'ora invano chiamiamo la nostra referente del CTS..che ci dice di essersi dimenticata di prenotarci... svanita anche l'ultima occasione di far qualcosa di carino.
25 luglio: rimettiamo piede sull'infuocato suolo romano. Intontita da una sorta di allergia al caldo, spossata nel fisico e nel morale e stufa di sentire l'accento burino di romani, napoletani etc (la popolazione di Palma d'estate), decido di seguire i miei in montagna.
Il seguito è noto ai più. September 06 Mangiommi il dragosauro di ieri Tra un viaggio e l'altro, sono rimasta indietro di ben 3 vacanze da raccontare:
Mallorca, Circeo e Venezia... ci sarebbe anche la montagna, ma diciamo che ho espletato il mio compito con il post precedente.
comincerò dal Circeo, che è il più palloso quindi anche se non lo legge niuno pazienza.
Intro:
Dire "Circeo" non è del tutto esatto. Infatti, per chi ancora non lo sapesse, sono andata alla mia casa al mare, che si trova in un Lido (alcuni di voi lo chiamano residence, altri magari villaggio, ma insomma fate un po' come vi pare) esattamente a metà tra San Felice Circeo e Terracina, più o meno a un'oretta e mezzo da Roma. Solitamente i Lidi, che si snodano lungo tutta la strada fra le due cittadine, sono comprensori di case da villeggiatura, con un grosso cancello che da sulla strada da cui partono vialetti più o meno carini su cui si affacciano le case, villette o appartamenti.
Il mio è un po' particolare: c'è il cancello sulla strada, ma il cartello preannuncia "lidi Week end e Albasol". Sono due quindi. Ma insieme sono molto più piccoli degli altri...infatti un viale abbastanza largo va dal cancello dritto fino al mare, con le case sul lato sinistro. Insomma, gli abitanti sono sensibilmente meno che negli altri lidi, e in più sono per la maggior parte vecchi o bambini. Cominciate a capire perchè qsta parte dell'estate non è la più emozionante?
Tema:
Da quando abbiamo le macchine per spostarci (due tre anni) la vita è sensibilmente migliorata, perchè il nostro sparuto gruppetto può andare a godersi la vita nei paesini vicini. Al terzo anno di seguito che ti ritrovi a girare per le tre strade dello stesso paese con tre pub al massimo, capisci perchè la droga e l'alcol sono così diffusi.
Il giorno invece tutti al mare, dove si vede come in realtà non siamo un vero gruppo, quanto un aggregato più o meno eterogeneo di entità singole, che casualmente si trovano a intrecciare le proprie vite di tanto in tanto: ognuno arriva e se ne va dal mare per conto suo e a orari diversi, e farsi un bagno tutti insieme sembra un qualcosa d'impossibile. Tutto sommato però, visto che andiamo lì dopo altre vacanze e senza nessuna aspettativa, ci annoiamo oramai quasi piacevolmente e sopravviviamo d'amore e d'accordo.
Variazioni:
Quest'anno c'è stato un certo peggioramento del tenore medio di vita, per vari fattori sommatisi:
primo: estate della maturità, niente compiti per le vacanze, niente test d'ingresso impegnativi per cui prepararsi; insomma, finalmente, non avere un cazzo da fare. E proprio quest'estate, oviamente, gli altri erano tutti impegnatissimi, tra università, conservatori e, ohimè, amoreggiamenti. Il momento peggiore era quando gli altri se ne andavano da bravi a spremere e loro meningi e io restavo in compagnia della simpatica coppietta. Mi sono letta interi libri, in quei pomeriggi.
secondo: le precedenti vacanze, e in particolare quella sorta di ritiro spirituale in montagna, non erano state proprio appaganti, quindi sono arrivata al mare con l'idea e il desiderio...se non proprio di divertirmi, almeno di stare bene. Grave errore, quel paio di sere che non sono potuta uscire per mancanza di sostegno antropologico sono state di una notevole depressione.
terzo e ultimo: non essendoci l'incubo incombente della scuola, non mi godevo ogni attimo come se fosse l'utimo, non assaporavo il rumore di ogni onda pensando al lungo inverno d'esilio (finora per me l'inverno durava da settembre a inizio giugno), quindi mi rompevo.
Conclusione:
Nonostante tutto ciò, l'anno prossimo tornerò come al solito al Lido Albasol tra Terracina e Circeo, perchè fa estate, e probabilmente mi romperò un po'. Vorrei precisare che il rompersi in quel luogo non è un must, percui tutti quelli che hanno casa nei dintorni (e, da non credere, sono un sacco) sono pregati di andarci ad agosto e contattarmi. grazie.
In particolare si richiedono presenze per il solito falò di ferragosto, che quest'anno è riuscito a durare per tutta la notte senza attecchire mai del tutto. rigrazie e arrivederci.
p.s. il titolo di questo post è spassionatamente dedicato a Giulia Sgroi, a molti nota come Giulias, eterna compagna di vacanze pallose e divertenti. |
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