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    June 01

    ERASMUS' game

     Si comincia con l'idea: una bella idea tutto sommato, andare per un tot di mesi nel paese che preferisci a ubriacarti, conoscere gente e, perchè no, frequentare l'università, che da un senso in più al tutto.
     
    Poi comincia l'attesa del bando: a un certo punto conosci meglio l'home-page dell' università che l'armadio di camera tua. Quando ti dai per vinto e smetti per due giorni di controllare, incontri qualcuno che entusiasta ti dice che il bando è uscito finalmente!
     Prima disillusione: scopri che non solo le isole caraibiche, in cui un po' avevi sperato, ma anche tutte le mete che amici e amici di amici ti avevano consigliato come meravigliose non compaiono tra le destinazioni. Poco male, basterà sceglierne qualcun altra... e t'immergi in siti di università, articoli di wikipedia e foto di google earth per capire dov'è che farai una delle più belle esperienze della tua vita.
     Decidi, tutto sommato abbastanza arbitrariamente, che una città è quella giusta e non fai in tempo ad entusiasmarti della scoperta che ti accorgi che dopo tre giorni scadrà il termine per fare la domanda: vai subito a chiedere consiglio al coordinatore ERASMUS della tua facoltà (l'onnisciente Sig.ra Mataloni) che ti dice molto cordialmente di arrangiarti. A quel punto sprechi due giorni per trovare gli esami più carini della prima meta, quella bella, facedoti già i film di quando sarai lì e l'ultimo giorno con una presa di coscienza di cui si potrebbe riassumere la sostanza con un "Oh, cazzo!" ti ricordi della altre due destinazioni da inserire. Esaurita dal precedente lavoro di ricerca metti le prime due che hanno un nome carino, c'inventi un paio di esami e senza neache avere il tempo di finire i calcoli probabilistici sul migliore ordine delle preferenze ( es: ma io ho la media bassa, quindi la prima destinazione non me la daranno sicuro, quindi se metto la prima come seconda e la terza come prima...) completi la domanda e invii. O meglio, invii dopo almeno un paio di tentativi, perchè la pagina scade dopo 20 minuti, e mentre la completi scopri di dover scrivere molte più cose di quanto immaginassi.
     Inviata la domanda on-line, consegnata quella cartacea dopo aver girato per otto diverse segreterie e per tutti i sotterranei del rettorato in cerca del famigerato Ufficio Protocollo, comincia l'attesa delle graduatorie.
     
     Passa un mese. Cominci a diventare paranoico e a controllare ogni quarto d'ora sul sito se ci sono novità, quindi decidi di darti una calmata e per un intero giorno non controlli. Il giorno dopo tutti sanno a che punto della graduatoria sono e che destinazione hanno avuto e si stupiscono che tu non sappia nulla.
     Controlli: ovviamente non hai avuto la destinazione che speravi, dove ormai ti sentivi a casa e di cui sai già tutto. E ovviamente non è neanche quella con il sito internet fatto bene. Ma ci si accontenta.
     Anche perchè ora hai i giorni contati per l'accettazione e cioè per decidere quando partirai e... come vuoi che ti corrispondano l'importo della borsa. Quest'ultima cosa suona particolarmente strana: ancora non hai capito bene dove sia il posto in cui vai e devi già dire chi andrà a prendere i soldi? I soldi poi?? Suona quasi come un'offesa, l'ERASMUS è un viaggio mitico e mistico, qualcosa che ha poco a che fare col grigio mondo attuale e di conseguenza con cose materiali come i soldi. Tant'è, meglio non fare gli schizzinosi: compilata e inviata l'accettazione on-line, consegnata quella cartacea con la sola gita nelle catacombe...
    Finito?
    No, ora potete preparavi a un altro mesetto di ansia perchè "l'efficacia delle graduatorie è stata sospesa per accertamenti"
     A questo punto l'entusiasmo iniziale che ti aveva fatto girare per siti e ti avevo spinto ad informarti il più possibile muore senza speranza di resurrezione.
     
     One month later. Lo studente e la graduatoria si rincontrano con affetto (se non è cambiata), con gioia ( se gl'ha detto bene) o con orrore (vedi Francesco o Gli Ineleggibili). Non va nemmeno rifatta l'accettazione.
     Il bello viene adesso: lo studente, curandosi di rispettare scrupolosamente le scadenze previste, deve far avere all'università che lo accoglierà con amore l'application form, il learning agreement, la data di arrivo e concordare un alloggio sperando di trovarlo prima che i migliori  vengano presi (per la qual cosa il mese in più di attesa per accertamenti non aiuta).
     Come ho detto prima, chiaramente, l'università in cui vi mandano non è una di quelle con un sito internet che vi dice anche a quale piano i gabinetti sono particolarmente indicati per studenti erasmus. Anzi, non vi dice neanche una delle suddette scadenze. Per non parlare della facilità con cui si possono trovare gli esami papabili.
     
     Insomma, tra Mataloni varie ed eventuali, amici, passaparola, un po' di speranza nel bucio di culo sbrigate tutte le formalità, pagate la prima rata dell'università e la mandate all'Uff.ProgrammiEuropeiperlaMobilitàStudentesca, prenotate il volo e...
    PARTITE!
    ...partite?
    .......siete proprio sicuri di aver fatto tutto??
    December 05

    La follia di Elvira

    Elvira, la mia bellisima e celebre macchinetta fotografica, ha avuto una crisi esistenziale. Qualcuno, molto volgarmente, potrebbe dire che si è rotta. Ma così non è! Le foto che ho aggiunto lo dimostrano: dopo un breve periodo di profonda depressione Elvira ha rivoluzionato il suo modo di vedere il mondo. Ha passato una fase espressionista per andare verso una destrutturalizzazione della realtà, verso l'astrattismo. Un'artista!
    Peccato però che si rifiuti di fare ancora qualche foto vecchio stile
     
    (visto che mi hanno rivoluzionato il blog e non ci si capisce più niente questo è il link delle foto che NON sono riuscita ad aggiungere al post e che stanno in non ho capito quale parte del blog: https://cid-17afd5b170113ec2.skydrive.live.com/play.aspx/.BlogImages/elvira%7C4scrisis%20001.jpg?ct=photos&sa=909991896)
    September 24

    superflue speculazioni filosfiche

    Il topic di un mio amico dice: "l'unica certezza della vita è la morte", frase abbastanza comune a sfondo un po' pessimistico che sicuramente tutti avranno sentito. Ma se si è sicuri di morire in futuro, allora lo si è anche di non essere morti al momento, quindi le certezze della vita diventano due: ora sono vivo, prima o poi morirò. Una volta concluso ciò, oltre alla soddisfazione di aver confutato una frase pseudo-esistenzialista non particolarmente brillante, si realizzerà di aver acquisito delle certezze fondamentali... abbastanza inutili e di poterle tranquillamente ignorare e andarsi a divertire. Finchè si è vivi.
    September 02

    ;

    E dopo mesi e mesi finalmente aggiorno il blog. Molte settimane sono trascorse dall'ultimo post, molte cose sono accadute, alcune delle quali saranno anche argomento di post. Un giorno forse, ma non ancora. Per lo meno ho tolto da inizio pagina quella palla di splash.
     per concludere: l'Algida (la marca dei gelati) in Francia si chiama Miko; in Spagna si chiama Frigo; in Portogallo Ola; qualcuno ne sa altri?
    May 07

    splash

    Finalmente primo bagno al mare!!!
     ok... c'era vento, nell'acqua galleggiavano alghette marroncine ed ero l'unica a mollo nel raggio di qualche chilometro... ma potevo forse sottrarmi?? io che il primo bagno spesso l'ho fatto a marzo? e che l'ultimo lo faccio a metà settembre.. solo perchè poi devo tornare a Roma?
     Ovviamente no, non potevo.
    Bellissime Miriam e Patrizia che si sono fermate a guardarsi lo spettacolo, così per farsi quattro risate.
     Meraviglioso Fabrizio che stamattina ha detto: "certo che mi faccio il bagno, ma sei scéma?? cosa ci vado a fare senò al mare?!"(immaginatevelo cn accento sardeggiante) e poi quando io sono andata ha fatto finta di dormire profondamete sull'asciugamano per non venire con me.
     E in fondo l'acqua non era nemmeno così fredda!
    Be', tutto ciò cmq è marginale. Sono stata al mare. Nel mare. Sono felice. E questo è quanto.
    April 08

    deça dela

    Venerdì mi ono comprata una scarpa. Una sola, l'altra è rimasta nel negozio. Normale? mah...
      Ho anche tralasciato di raccontare il sabato ad Ariccia, ridente contrada al profumo di porchetta (per chinon la conoscesse), ma poi rischiavo di sembrare un'alcolizzata e pareva brutto. Vi dico solo che ora Silvia è nota ai più come Vomitex mentre io ho ancora lividi fattimi da Michele in segno d antipatia, perchè pare ch io abbia un filino rotto le palle nel viaggio di ritorno..PARE, ma non ci sono voci attendibili che confermino Stralunato.
     Sto uscendo quasi tutte le sere, ho sonno, ma ormai non riesco ad andare a dormire che alle 2 meno 1/4. Non prima, non dopo (ehm..), duemenounquarto.
      Il mio pc si sta mangiando la metà delle lettere, se troverete qualche parola monca, chiedo venia,mi è sfuggita non è colpa mia!!
     Sabato sera abbiamo festeggiato Silvia alias Zolvs alias Vomitex. Il vino, ovviamente l rosso, è riuscito a andare ovunque: suklle mie scarpe nuove(nel frattempo avevo recperato l'altra) su magliette, camicie e pantaloni vari, su sgabelli, muri, pavimenti...
       E' stato un simpatico fritto misto di gente infrittatata insieme più o meno bene, amalgamata da alcolici vari asuon di musica da discoteca e da chitarra.
     La mattina dopo le vecchiette della porta accanto parlavanodi come si erano trattenute dal chiamare il 113.
      Ho bisogno di una calcoltrice scientifica per l'esame di statistica, e diqualcuno che m'insegnia usarla, ci sono volontari?
     Nelle foto della festa (che metterò in versione pressochè integrale perchè non mi va di sceglierle), Elio compare praticamente sempre. perchè? Non so perchè.
      Lo Jaghermeister (o cm si scrive) è buono.
    Sono le due meno uno, ho superato la mia ora canonica, vado a dormire finalmente ( e chi me l'impediva prima??)
              Buoni paninetti di GinoPizzetta con le gocce di cioccolato a tutti
     
    March 24

    niente di che..

    Mi sento in dovere di aggiornare il blog, anche se sono convinta che i miei numerosi e accaniti lettori (?!) si dilettino anche nel rileggere vecchi post.
    Il punto è che fondamentalmente non ho nulla d'interessante da dire e sono meno ispirata di altre volte a dirlo in maniera carina. Però insomma, un cambio ci voleva, quindi sorbitevi le cose poco interessanti della mia banalissima vita. Oppure smettete di leggere e apprezzate semplicemente il riposante verde di qsto post dopo il rosso del precedente.
    - Prima cosa poco interessante: è cominciato il torneo di calcetto femminile dell'università! la cosa più divertente sono le divise, "fornite gratuitamente dall'università"(dopo che gli hai dato un bel po' tra soldi x i campi,x gli arbitri etc): ho vestiti decisamente più corti della mia maglia...che è la fantastica numero 4(quello avanzato dopo che le altre se l'erano scelto).
    - Ero convinta di avere almeno due tre punti con cui tediarvi ma gli altri due me li sono dimenticati..
    - Sto mangiando troppo e troppi dolci, il che, oltre a nuocere alla mia fantastica linea, mi causa momenti di sazietà completa in tempi poco opportuni (pranzo/cena). Mangio poco, non avendo fame, e poimi si apre lo stomaco per la merenda.. circolo vizioso ohimè, pat-pattatemi.
    - Voglio andare al mare e ci sono 4° a Roma (lì probabilmente ancora meno)
    - Sto non-studiando economia intensamente e con molto impegno (anche se ogni tanto guardo negli occhi il libro, lo confesso)
    - In questo momento ho sonno e mi sto anche rompendo, quinid se questo post verrà antipatico e pieno di errori... mbè? che è un probbblema?!
    - Il resto non vale la pena raccontarlo, o non sono cazzi vostri
    E con ciò direi che ho assolto i miei doveri blogghici e posso dedicarmi ad altre inutili occupazioni.
     
    March 01

    ..yho ho ho, e una bottiglia di rum..!

     Piazza Bologna: una carovana di macchine parte alla volta di Castelnuovo di Porto, casa di Arturo, festa di Giulia, chiunque lei fosse. In testa una Musa che puzza di macchina nuova con dentro Diego alla guida, Silvia (detta Zolvs) e me con una crepe ai pinoli di dubbia bontà, l'unica cosa che una gelataia strafatta mi ha potuto offrire come cena.
     Una quindicina di persone ci si sono presentate poco prima e io ricordo solo due nomi; riguardo al secondo, continuo a ricordarmelo ma dimentico la persona cui appartiene, il primo invece, tal Mimmo, me lo ricordo e ciò mi rende simpatico chi lo porta (e glielo dirò varie volte durante la serata, più spesso man mano che il mio tasso alcolico aumenta). Oltretutto costui è barese e si sente, ha una giacca arancione e appena arrivato si incavola con una che aveva fatto tardi, quindi insomma non resta nella massa indistinta di facce nuove.
     Arrivati a destinazione c'è un primo momento di mosceria: io e Zolvs non conosciamo nessuno, non sappiamo bene che fare; mentre ci pensiamo io mi sfondo di cibo vario (ho preferito non approfondire co sa fossero le varie cose, avevo troppa fame) e cominciamo ad assaggiare un po' di vino, che ancora non mi piace.
     Altre personalità interessanti nel frattempo emergono: il napoletano con il cappellino house che suona il bongo, la tizia cicciona che se la tira e si siede a gambe larghe sebbene abbia un vestitino abbastanza corto, il tizio rachitico che balla tutto sciolto, la festeggiata molto fashion che però sta con un tipo squallidissimo (ma simpatico, per carità) e in tutto ciò quasi nessun romano. Questo potrebbe sembrare irrilevante, ma quando si parte con gli stornelli napoletani diventa interessante.
     Aspettiamo che la mamma di Arturo, che ha il sonno veramente pesante, si addormenti, dopodichè si mette la musica e si balla; nel frattempo dal semplice vino siamo andati al rum pera, poi al rum e rum passando per lo jagermaister (sempre che si scriva così) e tutto è diventato più simpatico. Non so da dove spuntano fuori strani vestiti per cui diventa una sorta di fsta in costume: io m metto una sorta di vestitino rosso setoso con un ponfo (tipo fiore) davanti e vengo definita cameriera cinese da inculare, Silvia invece opta per un metraviglioso osceno vestitello rosa un po' paillettato. Uno dei migliori è il venticinquenne che dimostra 40 anni che suonava Amelie al pianoforte con una bella gonna gialla svolazzante.
     In tutto ciò canne e bottiglie di vino (che ormai mi sembra buono) compaiono un po' ovunque.
     Ora di andare per Diego e Zolvs, io mi sto divertendo e decido di restare, anche se senza di loro non conosco più nessuno: sono nel mio momento migliore: socievolissima e simpaticona (cioè mi diverto a dire cazzate) e mi ritrovo a ballare col napoletano dal cappellino house che suona il bongo e il suo amico, sempre napoletano e sempre incappellato, solo che il suo sempbra più un cappello da alpino..vabè.
     Ora di tornare: Mimmo, che ormai non è più l'unico di cui mi ricordo il nome, visto che li ho richiesti a tutti altre due, tre volte, mi riaccompagna a casa mentre io cerco di restare sveglia, perchè pare brutto addormentarsi mentre un simpatico sconosciuto sta gentilmente riportandoti dall'altra parte di Roma. 
     Dopo giri vari per accompagnare altra gente, guidati da un navigatore farlocco, si giunge alla (mia) meta: arriverò a casa alle 5 del mattino, come sempre quando dico a mia madre che farò presto.
     
    p.s:la cosa non ha lasciato strascichi evidenti, eccetto forse che stamattina stavo tappando un pentolino col coperchietto della teiera, ma quello succede anche ai migliori..
    February 28

    splash

    Se non si dovesse stare in piedi e fare la fatica d'insaponarsi,
     cosa ci sarebbe di più gudurioso di una doccia calda???
    January 26

    saggistica

                   Del perder tempo in vario modo
      ossia come passare una giornata senza fare assolutamente niente
     1. la sveglia: non fate i buffoni mettendola alle 7 di mattina, mettela alle nove. Ma non oltre, altrimenti, sembrandovi già tardi, sarete portati ad alzarvi subito. Spegnete subito la sveglia, e assaporate la comodità del vostro letto. Pensate a come state caldi, a come è bello non doversi alzare.. e riaddormentatevi, una o più volte.
    Alzatevi quando proprio non ne potete fare a meno, ma sempre con un residuo desiderio di tornare a letto: questo vi servirà per trascinarvi lentamente per un po'.
     2. Trascinatevi lentamente per un po'. Vagate per casa cominciando a pensare, ma non troppo attentamente, a cosa dovreste fare. Arriverete alla conclusione che la colazione dev'essere il vostro passo successivo.
     3. La colazione, ovviamente richiede molta calma. Anzi, se potete, mentre mangiate imbambolatevi a leggere qualcosa di poco impegnativo (tipo riviste etc.). Quando avete  finito restate un poco a fissare il vuoto, tanto per digerire, poi alzatevi e rimettete un po' a posto. Con calma.
     4.Dopo aver vagato un altro po' vestitevi, ma con vestiti da casa, oppure restate a metà in pigiama. E' il tocco che vi permette di prendere la giornata come una cosa riposante, che da l'idea che ve la potete prendere comoda perchè avete tutto il tempo del mondo.
     5. Se state leggendo questo post si suppone che abbiate messenger, quindi accendete il computer. Fatevi un altro giro per la casa, aspettando che il pc si accenda, parlate con i vostri familiari di argomenti futili (ex: "dovrei ricomprarmi lo spazzolino da denti.."o" cosa fai oggi, esci?"etc etc), poi ritornate davanti al pc: leggete tutti i nick dei vostri contatti, leggete le loro frasi personali, entrate in blog a caso e da lì perdetevi tra blog di emeriti sconosciuti soffermandovi sui post di gente che ha perso tempo per dirvi come potete perderlo anche voi.
     6. Pranzo. A questo punto, anche se avete i miei orari, il pranzo è sicuramente pronto. Se possibile mangiate davanti alla tv, con pigre pause tra primo, secondo, contorno e frutta... o insomma tra le varie parti del pasto. Una volta finito restate autisticamente a guardare uno dei tipici programmi del dopopranzo, western, film in bianco e nero o melevisione che sia. E restateci finchè la cosa non comincia a nausearvi.
     7. Il dopopranzo è facilissimo non fare nulla, ma se volete proprio il niente assoluto prendete un libro da studiare, magari particolarmente ostico, e sedetevi sul letto con l'intenzione di farlo. Vi ritovere a fissare il muro di fronte con particolare interesse senza che la cosa vi venga a noia, per ore.
     8. Quando la cosa vi sarà venuta a noia, prendete una risoluzione, e preparatevi al vero studio facendo lunghi e complicatissimi calcoli  su quante pagine al giorno dovreste fare, e su quante invece sarebbero se vi prendeste le domeniche di pausa, o se partiste due giorni.. etc, per poi rimandare l'inizio di tutto al giorno dopo.
     9. Ritornate al computer e scoprite il gusto di disegnare quadrati/rettangoli sul desktop cliccando il tasto sinistro del mouse e spostandosi per lo schermo.
     10. Si è fatta sera, e potete scegliere tra l'andare a vedere programmi idioti alla tv, restare al pc a chattare, telefonare a gente che avete sentito da poco, vagare per casa disturbando gli altri componenti della vostra famiglia con questioni inutili, sedervi a sentire musica, o un'altra di queste occupazioni inconcludenti.
     11. Cena. Più o meno come il pranzo, solo che il momento tv (che potrebbe essere sostituito dal momento pc o dal momento lettura) si prolunga fino a quando vi state addormentando.
     12. Con molta calma preparatevi per andare a letto, e se non riuscite ad addormentarvi leggete l'altro mio post che vi spiega come fare.
     
    Questo è quanto. Se avete letto tutto ciò siete già sulla strada della nullafacenza, quindi non mi resta che augurarvi buon divertimento, e tornare a fare quadrati/rettangoli sul desktop. Aurevoir.
     
     
    January 20

    nuit d'hiver

    Notte. Piazza Navona, al centro di Roma. Canti, danze, risate. Ma come è successo??
     Io ero partita da casa pensando a una serata tranquilla, un cinema, una passeggiata, presto a letto... Poi la seconda parte del programma è cambiata, e mi sono ritrovata in un pub dall'aspetto dimesso, a guardare a bocca aperta le evoluzioni di un vecchietto travestito che cantava Edith Piaf e Jacques Brel: costui altri non è che il celeberrimo Dominot! Attore, mimo, cantante, trasformista, compare ne La dolce vita di Fellini, ha girato mezzo mondo, e adesso eccolo, nel locale che ha aperto, a parlare con degli anonimi giovinastri capitati lì per caso. Quasi surreale.
     Ma gli anonimi giovinastri non si turbano, e proseguono come se niente fosse la loro serata, sbarcando prima a Campo de' fiori, poi a una Piazza Navona semi-deserta in cui il freddo si fa sentire sempre di più.
     Si tirano fuori le chitarre, quasi per caso, sicuramente per poco.. e non si sa come siamo circondati da spagnole folli che si mettono a ballare, attirando di conseguenza un gruppo di ottusi burini romani che resta in disparte a guardare nella speranza di rimorchiare. 
     Ognuno parla e canta nella sua lingua, ma ci si capisce lo stesso (be', oddio, con i burini forse no), e anzi dobbiamo avere l'aria così simpatica, che diversi americani di passaggio di uniscono a noi. A questo punto è il delirio: grazie al mitico Elio che suona di tutto, si passa dai Beatles alla Macarena (ovviamente ballata da tutti), si creano trenini, gente stonata che canta convinta, nessuno che sa le parole, ognuno che parla lingue diverse.. il paradiso insomma!
     Ma poi, è successo davvero?
    January 12

    ..fugit invida aetas..

    Il tempo è relativo, si dice. E in fondo, in una certa misura, lo è un po' per tutti: un'ora di una pallosa lezione dura sicuramente più di un'ora di una festa meravigliosa..
     Però per me la relatività del tempo si amplia al punto di far perdere significato al concetto stesso.
    Il tempo non esiste, non ha senso.
     E fin qui, ok. Però, mentre io sono in questa astratta dimensione in cui minuti e ore si confondono, il resto del mondo continua seguire ritmi abbastanza normali.
     Questo è un problema.
    Inoltre, sia per la pressione bassa, sia questione d'abitudine, sia una cosa genetica, io ho la tendenza a vivere più lentamente del resto del mondo: avrei bisogno di più ore in un giorno, ma anche di più ore per dormire, se non ci penso, sono terribilmente lenta a fare le cose. A volte lo sono anche quando ci penso.
     Questa è una tragedia.
    Come posso interagire con persone che vivono più velocemente di me, non avendo neanche il più minimo senso del tempo che mi aiuti a regolarmi?!
     Certo, esistono gli orologi, ne ho parecchi in casa (quasi tutti fanno un'ora diversa) e uno al polso che non mi lascia praticamente mai (e quando lo fa entro proprio in un'altra dimensione), ma non posso stare perennemente a guardarlo! Insomma, a volte non ci penso... Ma soprattutto, se anche lo guardo, e vedo che sono passati 3/4 d'ora, invece di 20 minuti, cosa cambia? Se posso mi sbrigo di più, ma di solito conoscendomi cerco di sbrigarmi a prescindere, tuttavia per tutto il mio organismo sono effettivamente passati 20 minuti. E basta.
     Tutto ciò, come avrete capito, mi porta ad essere perennemente in ritardo per qualsiasi appuntamento, che sia una cosa piacevole, una cosa importante, una cosa inutile. E a disperarmi mediamente per tutto ciò. E a renderdermi antipatica ad un notevole numero di persone. E a perdermi un sacco di cose. E a provare una certa frustrazione, che cresce quando, convinta per una volta di farcela, dopo essermi organizzata magari tutta la giornata in funzione solo dell'uscita in orario, arrivo sempre e comunque tardi.
     Il bello è che ci sono sempre dei motivi per il mio ritardo, più o meno validi, ma possibile che debba sempre succedere qualcosa quando devo andare da qualche parte? possibile che il mondo si coalizzi contro di me? possibile che ci sia sempre questa sorta di forza superiore che m'impedisce di rispettare gli orari?
     Anche se a me verrebbe da dire di si, logicamente la risposta sembrerebbe essere NO. Quindi sono io il problema. E no, questo non rende più semplice il tutto. Come risolvere la questione??
     Uno psicologo non servirebbe, primo perchè sprecherei un sacco di soldi arrivando sempre tardi, secondo perchè non credo sia un blocco psicologico, ma più che altro una cosa genetica (anche i miei sono ritardatari, mentre mia sorella sta combattendo con questa sua natura, e ha ottenuto svariati successi ma senza mai eliminarla del tutto).
     Dopo l'ennesimo disastroso ritardo ho pensato d provare con l'autodisciplina, ma dubito fortemente che sortirà i suoi effetti. Cosa resta allora? Io ho finito le opzioni, se qualcuno ha consigli sono ben accetti. Se volete ve li pago pure.
    January 01

    2008

    Capodanno! Auguri!!!
    Ma in fondo cos'è cambiato? Insomma, prendiamo il Capodanno per ciò che è: un motivo a buffo per far baldoria. E fin qui, niente da dire, ben venga. Però il problema è: dove, come e con chi festeggiare?
     
      Per strane congiunture stellari, mi sono ritrovata al 30 dicembre senza alcun programma, così tra una seggiovia e una discesa ho cominciato a riflettere sul mio futuro: il meraviglioso gruppo del liceo (in decadenza già da anni) si era quasi totalmete sfaldato percui il mio destino sembrava segnato, mi sarei imbucata in qualche festa con un amico a scelta... Poi l'idea, venuta non so bene da chi, di piazza Navona: gelo assicurato, ma se non altro cosa diversa dal solito, e con una buona dose di alcohol in corpo, probabilmente divertente. Ora mancava solo da definire il chi, quindi ho cominciato a proporre a chiunque mi capitasse di unirsi a me. Peccato che si fossero tutti abbastanza organizzati e convincere un intero gruppo di sconosciuti è più complesso di convincere un solo amico, ma la speranza è l'ultima a morire e così..
     
     Ore 10 e qlcs del 31 dicembre, Francesco mi apre la porta, ceneremo a casa sua e poi usciremo. Per un momento penso di riuscire subito: dentro Matteo, Gafo e Keru, quel che resta del gruppo del liceo, placidamente seduti a un tavolo, giocano a carte. Dalla porta di fronte arrivano voci festose e musica.
     Sperando in un miglioramento futuro entro in casa sorridente e propongo di buttarci sul cibo (estrema consolazione) e tra un bicchiere di vodka e una forchettata di cotechino arriva la mezzanotte.
     
      Nuovo anno! yhuhuuu! saliamo in terrazzo per ammirare fuochi artificiali e panorama, e ci ritroviamo tra gli invitati della porta accanto: sui vent'anni anche loro, ma, al contrario di noi iper acchittati: ragazze in microvestiti sul genere "non conosco l'inverno" e tacchi sui 10cm e ragazzi in camicie, maglioncini etc.
     Riscendendo prendo in considerazione l'idea d'imbucarci e, che mi abbiano sentito o che l'abbiano immaginato, poco dopo dei ragazzi vengono a invitarci. Dopo incertezze varie dei boys e Keru che diserta suoniamo alla porta: di fronte a quelli che ci aprono comincio a riconsiderare le mie converse gialle, ma in fondo chissene importa, c'è musica, c'è gente, tanto basta.
     Purtroppo musica e gente sono in stanze separate per cui mentre Matteo e Gafo ammirano il panorama femminile mi ritrovo a ballare da sola...ma presto francesco si unisce a me peggiorando di molto la situazione: non avendo particolari abilità danzerecce infatti, riproduce saltellante e incurante del mondo che lo circonda il riscaldamento che fa a pre-box. La frase "fregatene, sei tra gente che non rivedrai mai più" diventa un ritornello ininterrotto nella mia testa..
     
      Dopo un'oretta di questo strazio torniamo dalla nostra parte, a casa di Franz, e presi giacche, borse e maglioni usciamo finalmente alla volta di piazza Navona! Nel frattempo restiamo in tre, ma ci facciamo compagnia cantando a squarciagola per tutto viale Medaglie d'oro le peggio canzoni da falò.
     Una bella passeggiata (autobus e metro erano già finiti) e siamo a piazzale degli eroi, dove torniamo al numero originario con l'aggiunta di Enrico e Michele. Altra passeggiata, ancora più bella, e siamo a piazza Navona che si sta spopolando: cazzeggiamo un po' tra giochetti in cui si spara (vinciamo 2 bottiglie di spumante che si aggiungono alla nostra riserva di alcolici) e zucchero filato, proseguiamo per campo dei fiori, tanto ormai siamo a due passi, e infine ci volgiamo al ritorno.
     da Campo dei fiori a piazzale degli Eroi alle 5 di mattina, non è esattamente una cosa piacevole, con gli arti che s'intorpidiscono per il freddo e per la fatica, ma giungiamo alfine alla squallida piazza dove le nostre strade si dividono: mentre Gaf e Matteo proseguono indefinitamente dritti sperando di trovare qualche mezzo, io ed Enrico ci stipiamo sulla moto di Michele e...finalmente casa, letto, buonanotte.
     Insomma..serata interessante, molto sul tipo notte bianca, ma con una ventina di gradi in meno.
      Penso che il prossimo Capodanno lavorerò...
    December 30

    la giornata bianca

    Ti ti ti- Ti ti ti- Ti ti ti.
        La sveglia? No, non è possibile, ancora non sono riuscita nemmeno ad addormentarmi del tutto.
    grshfincidente sullabfrgvipreseknfsla nuova canzonegrrsh.
        Finalmente tace. E' la prima volta che uso questa sveglia, invece di spegnerla ho messo la radio e devo essermi sbagliata a programmarla.. ma per sicurezza controllo: no, nessun errore, sono le sei del mattino e mi devo alzare. Cerco di convincermi che vale la pena dormire 5 ore per andare almeno un giorno a sciare e straordinariamente sono pronta in tempo: 7 precise, raggiungo Silvia che mi aspetta in macchina e partiamo, destinazione Campo Felice.
     Ok, veramente destinazione stazione tiburtina, da lì pullman per L'Aquila e solo allora rotta per Campo Felice, ridente comprensorio sciistico abbruzzese... ma insomma, noi guardiamo ai fini ultimi.
     Stazione, biglietti, un'ora di viaggio, Avezzano, ... AVEZZANO?!? mah, e L'Aquila?? L'autista ci spiega con non molta delicatezza che se continuiamo su quel pullman finiamo a Pescasseroli, che ci conviene scendere, ma che comunque il primo pullman per il capoluogo abruzzese passerà quella sera.
     Morale della favola: abbiamo sbagliato tutto.
                                                                              
     Sperdute in questo pesino squallido e semideserto cerchiamo aiuti improbabili dalle cassiere dell'Eurospin (unico centro di vita) e da chiunque passi per strada, ma senza molto successo. Fortunatamente dopo meno di un'ora arrivano i rinforzi: chi ci doveva venire a prendere all'Aquila ha allungato un PO' il percorso.
     Dopodichè bisogna tornare indietro, sempre più indietro e poi di nuovo avanti... insomma, tra una cosa e l'altra arriviamo alle piste che mezzogiorno è passato, e tra una fila e l'altra arriviamo ad affittare le ultime due paia di sci disponibili che è praticamente l'una.
                                                              
     Per non frapporre altro tempo in mezzo tratteniamo fame e pipì e... finalmente, si scia.
     Che altro dire? Questo basta a rendere meravigliosa la giornata, a dare un senso a tutta la fatica precedente.
     Però dura poco: alle quattro gli impianti chiudono. Dopo l'ultima ghiacciatissima discesa riportiamo gli sci al noleggio e comincia il ritorno (che sarà comunque meno traumatico dell'andata).
     Nel frattempo però siamo riusciti a fare circa otto piste, mentre Silvia ha fatto quasi altrettante cadute, ci siamo rinfrescate la memoria, gelate il naso e divertite da morire.
     
                Ora non resta che rifarlo! Chi viene??           
     
    PS:ADESSO ABBIAMO IMPARATO A PRENDERE I PULLMAN PERCUI SE ARRIVIAMO A PESCASSEROLI è PERCHè CI VOGLIAMO ANDARE..VI POTETE FIDARE!
    December 15

    Sociologia

                I Natali:
    Era una notte buia e tempestosa: quasi un avvertimento.. ma le parole dei fati portate dal vento non vennero ascoltate.
          Così nacque Vincenzo Cesareo.
                L'Infanzia:
      Da piccolo Vincenzino era un bambino bruttino e poco sveglio, il tipico bersaglio dei dispetti dei compagni insomma, ma non se ne ebbe mai a male: era troppo fesso per accorgersene, quindi voleva un gran bene a tutti.
      Crebbe: pur non riuscendo mai ad avere voti alti si manteneva sulla sufficienza studiando sempre il doppio degli altri, e i professori, capendo che più di tanto non poteva dare, lo aiutavano.  Studia e studia arrivò all'esame di maturità, che passò con un immeritato 70 pur non essendo uscito di casa per tre mesi per prepararsi: felice del risultato si buttò entusiasta nello studio universitario.
               Gli Studi:
      Qui, dopo aver sperimentato vari indirizzi, imboccò la strada della sociologia, arrivando perfino alla laurea! Certo, la materia gli era proprio congeniale: quel parlare di cosa ovvie in modo fumoso, quel complicare la realtà circostante, che lui non aveva mai capito, di modo che nemmemno gli altri la capissero; finalmente usava paroloni che lasciavano i profani a bocca aperta e non aveva alcuna importanza il fatto che nemmeno lui ne conoscesse il significato!
      La madre, vistolo così appassionato e sospettando che non fosse portato per altri lavori, lo spinse a proseguire la carriera universitaria: un numero non indifferenre di anni dopo, Vincenzino diventava l'egregio PROF. CESAREO.
               I Successi:
      La fede l'aveva aiutato molto in questo: difatti era ordinario all'Università Cattolica.
     Il professore comincio a pubblicare: saggi, articoli ed infine, la sua opera magna: il manuale di sociologia dalla brillante copertina rossa (aveva scelto personalmente il colore) e dall'originale titolo di SOCIOLOGIA, diviso nei due volumi "Teorie e problemi" e "Concetti e tematiche"...anche se per il secondo si era fatto aiutare dai suoi "amichetti" professori e da qualche assistente schiavizzato.
              Gli Amori:
      Ma facciamo un passo indietro: come abbiamo già accennato Vincenzino era brutto ed anche un po' cretino, quindi per lui non era facile trovare ragazze disponibili.. non che se ne crucciasse, ovvio, non aveva abbatsanza introspezione per farlo, però vedeva che la mammina se ne preoccupava un po'. E così, quando gli si presentò la prima occasione (verso i 25 anni) si lasciò andare.
      Lei quella sera aveva bevuto decisamente troppo. Se ne andava girando per la festa con le sue meches biondo platino appena fatte e la sua voce da oca castrata, senza capire bene quel che avveniva intorno a lei: poi lo vide.
      Lui era ai margini della festa, serio, composto, quasi affascinante con quel suo modo di essere totalmente fuori posto.
      Lei  si avvicinò, lo guardò con una faccia da pesce palla in salmì... e si girò per vomitare in un secchio là vicino.
      Allora lui prese e l'aiutò ad arrivare fino al bagno: qualcuno chiuse il chiavistello.
    Quanto accadde dopo non è del tutto chiaro e preferiamo non parlarne in questa sede, ma da allora Maria Luisa MANISCALCO conservò di Vincenzino un tenero ricordo (anche lei non era esattamente piena di uomini) che la portò, anni dopo, anche lei docente di sociologia, ad adottare il suo famoso manuale, senza nemmeno leggerlo prima, e a trovare meravigliosa ogni singola espressione che vi era inscritta. E a ritenere fantastica ciascuna espressione ivi trattata. E ad apprezzare tutte le frasi che vi si trovavano (velato riferimento allo stile del suddetto Cesareo.ndr).
              Sociologia:
      Il manuale dell'Egr. Prof. Cesareo, dunque, era adeguato alle sue capacità di elaborazione logica.
      Ricordandosi dei suoi problemi con lo studio, il professore ci teneva a ripetere ogni concetto almeno una decina d volte, se anche con parole un po' diverse (lui mica faceva ripetizioni!) mentre quei pochi concetti un po' più diffivcili o astratti tendeva a nominarli al volo, per non far penare troppo i poveri studenti.. e perchè tutto sommato non li aveva capiti ancora benissimo nemmeno lui: era il caso, per esempio, della circolarità del nesso azione-struttura cui tralasciò di dare una spiegazione, ma hce nominò ben due volte (sempre con la stessa identica formula ovviamente, per non creare confusione).
      Tuttavia il suo testo, in conformità con lo spirito dell'editore cattolico con cui pubblicava, e della fede che tanto l'aveva fatto procedere, doveva avere anche dei contenuti morali! Per questo parlando delle forme di protesta gli sembrò giusto dare un giudizio di merito, cosicchè gli studenti si rendessero conto della realtà dei fatti: "(...) quella prospettiva violenta ed esecrabile che è alla base degli atti terroristici."
     E fu forse un motivo simile, di correttezza, che lo portò a specificare in una nota che la pietra della corona dei re d'Inghilterra, nominata in un esempio, era stata giustamente restituita agli scozzesi nel dicembre 1966 con solenne cerimonia.
       Sempre per il bene degli studenti i suoi esempi erano talmente ampi da entrare nel campo di altre materie, e da far perdere il filo del discorso al povero lettore...
     
    ...ma non possiamo dilungarci ancora a lodare il meritevole professor Vincenzo Cesareo, costretti come siamo dalle circostanze a studiare il suo splendido manuale, quindi qui chiudiamo la nostra storia, in una notte buia e nuvolosa, augurando a chiunque mai si trovi a studiare i succitati testi un sincero BUONA FORTUNA.
    December 08

    kind of

    Venerdì. Sociologia ovunque, ora e mezzo di ripetizioni con la bambina esagitata, un paio d'ore di ritardo...e giungo Finalmente in quel di via Spallanzani. Programma della serata: Olivia, il neo-conosciuto Francesco ed io a convivere in un buco di casa a San Lorenzo, andare al Qube, cazzeggiare ampiamente e tornare a "casa".
      Prima passeggiata della serata x raggiungere questo posto, carichi di borse e zaini, con Francesco che tanto x gradire mi appioppa la busta bevande (tipo 20kg): tra una cosa e l'altra, l'equivalente di mezz'ora di ginnastica...
     
          LA casa: Sita nella famosissima (?!) via dei Campani è grande nel complesso circa quanto la mia stanza. Micro-salotto, cucina, bagno, scaletta che porta al soppalco (in cui Ol e Fra sbattono al soffitto) con letto a una piazza e mezzo. Questo il nostro regno. Mancano asciugamani e lenzuola pulite, manca soprattutto il dentifricio..ma la cosa più desolante è il frigo: confezione di uova scadute a inizio novembre,broccoletti dall'aria malsana, parmigiano che sta prendendo un colorito marrone e un meraviglioso tocco di Grasso di Suino. E' vero che è la casa di uno scapolo... cmq per stasera è nostra e ci accontentiamo.
     
       La cena: Per fortuna abbiamo la nopstra spesa... grande spesa... pasta e sugo pronto! Il sugo basta scaldarlo con un po' d'olio e sale; peccato che Fra si sbagli e ci metta un bel tocco di zucchero. Per rimediare ci svuota dentro anche un mezzo barattolo di sale: lo zucchero non si sentirà più, il sale si e avremo sete per tutta la sera, anche perchè nel frattempo non beviamo acqua, ma rum & lime e rum & arancia... di cui lascio immaginare il gusto.
     
       La vestizione procede abbastanza rapida (anche perchè si son fatte le 11) anche se circa 15 minuti sono dedicati a vedere se la cresta di Francesco è sufficientemente perfetta.
    Siamo SENZA macchina, ma noncuranti del futuro chimiamo un taxi (la metro aveva già chiuso) e arriviamo al luogo dell'appuntamento.
     
           IL Qube: d'improvviso, incontrati gli amici di Francesco, siamo circondati da gay: esperienza nuova per me, ma interessante, e presenta alcuni sicuri vantaggi (per esempio entrare nella disco dopo un'attesa di soli 5 minuti perchè la fila gay scorre più in fretta). All'interno l'ambiente è misto: non si capisce più a chi stare attenti, chi ci prova e chi è solo amichevole etc etc, ma nel complesso ci si diverte. Verso le quattro, paghi dell'esperienza e un filino stanchi decidiamo di tornare a casa.
     
       Il ritorno: Siamo sempre senza macchina. E' sempre troppo tardi, anzi, ormai troppo presto, per prendere i mezzi e non abbiamo soldi sufficienti per un taxi. Non siamo affatto vicini a casa.
      Senza turbarci granchè cominciamo a camminare in una direzione che si suppone giusta... e così continuiamo. All'inizio ci assilla la sete, poi una serie di fontanelle interviene a salvarci. Un chiosco di frutta verdura e simili (con un proprietario evidentemente nottambulo) ci evita l'inedia, mentre per il freddo crescente e il male ai piedi c'è poco da fare. Continuiamo a camminare. Costeggiamo tutto il Verano e finalmente siamo a San Lorenzo, i bar cominciano ad aprire, la gente aumenta, ma ancora non si fa chiaro...
     
        Arrivati. Restiamo seduti sul divano tentando di riprenderci finchè il desiderio del letto non ci fa alzare. Il letto si, quello di prima, quello a una piazza e mezzo... e noi siamo in tre (di cui due notevolmente oltre gli 1.70).
    Olivia confinata al centro, io in un angolino rischiando di cadere e svegliandomi ogni volta che mi devo girare, Francesco dall'altro lato che pare sia quello che ha dormito meglio... così dalle 6 fino ad un'ora imprecisata della mattina in cui Ol esasperata si sposta sul divano all'ingresso/salotto e la situazione migliora per tutti e tre.
    Verso mezzogiorno e mezzo siamo tutti svegli, con facce inquietanti, e senza colazione (non c'era nulla in cucina), un po' rincoglioniti affrontiamo il nuovo giorno.
    buonanotte.
    December 07

    Scrivere

    Penna a punta fina che scorre sul foglio.
    Inchiostro nero che forma parole
    scaturite come niente da liberi pensieri,
    ora acqua stagnante, ora fiume impetuoso.
    Foglio bianco che porge un invito
    e poi si perde tra mille pagine già riempite.
    E per ultima, solo una pausa, arriva la
    FINE
    December 05

    :D

    Nonna Paola vecchierella
        di Maria Tibaldi Chiesa
    Nonna Paola vecchierella
    far volea qualche frittella
    per il suo bel cagnolino
    vispo, furbo e birichino.
    La credenza spalancò:
    tutta vuota la trovò!
    A comprar la carne andò.
    Quando a casa ritornò
    il suo cane al suol giaceva:
    ahimé, .... non si nuoveva.
    Nonna Paola corse fuori
    a chiamare tre dottori,
    ma al ritorno il cagnolino
    oh, suonava un flautino!
    I dottori per disdire,
    fu costretta ancora a uscire,
    e al ritorno che trovava?
    La sua zuppa il can leccava!
    Qualche cosa a comperare
    per la cena dovè andare,
    e al ritorno il cagnolino
    trovò a fare il ballerino.
    Quel miracolo a mirare
    un'amica andò a chiamare,
    e al ritono che vedeva?
    Il giornale il can leggeva!
    Nonna Paola esterrefatta
    a un prodigio di tal fatta,
    trafelata e senza fiato
    corse a dirlo al vicinato.
    Quando torna, il can galoppa
    d'un caprone sulla groppa!
    Nonna Paola lo sgridò,
    ma quel cane le abbaiò.
     
     
    Ora, secondo voi, qual è il senso profondo di tutto ciò?
     
                                                                          lupocapracavolo
     
    November 29

    Precariato studentesco

    Formula abbastanza infelice, amioaviso...precariato studentesco..che significa? Non ha importanza! Basti sapere che in nome di queste altisonanti parole ieri a Roma3 si è festeggiato!
     Clima molto da lettere: canne, rasta, strani tipi, musica reggae imballabile: anche quei pochi che ci provavano, presunti estimatori del genere, stavano sostanzialmente fermi. Eppure un tal divertimento non mi capitava da lustri...o giù di lì..
     
      In verità la serata non si era annunciata proprio fantastica:
    possiamo farla cominciare da me che mi congelo in macchina, cantando da sola, mentre aspetto di essere raggiunta da Diego e Olivia (auguri Oliviaaa!-era il suo compleanno)
     e possiamo farla continuare con noi tre che facciamo la figura dei barboni ad una pizzeria (dialogo Noi-Cameriera: C:"cosa vi porto da bere?" N:"Ehm..nulla.." C:"Nulla?!?!Ma come.. voi NON bevete??" N:"no è che..non abbiamo molti soldi quindi.."  conclusione: la cameriera ci porta una brocca d'acqua di rubinetto e diversi pacchetti di grissini con aria tra l'impietosito e il divertito).
      Giungiamo alla magnifica festa: 1.50 euro per unirsi ai quattro gatti che vagano svampiti per la facoltà, con il succitato sottofondo di musica reggae-moscia. Ma nel frattempo aumentiamo anche di numero coll'ormai onnipresente Lorenzo e il simpaticissimo nuovo acquisto campobassese (?) Gianluca!
     
     La situazione migliora notevolmente, facendo emergere nuovi punti di vista, dopo un bel bicchiere di pseudo-vodka lemon (calda, fatta artigianalmente con sprite mezza sgasata..ma se non altro con un notevole tasso alcolico) che fa il solito effetto euforizzante a Olivia, che mi contagia.
      Dunque, siamo euforiche.
    Ma il tocco finale è dato dall'arrivo del gruppo.. be', del Gruppo.
     A questo punto i dettagli mi sfuggono un po': sentendomi piacevolmente leggera e vagamente estraniata giro per la facoltà che si è riempita, quasi sempre abbracciata a un qualcuno, trasportata dalla follia altrui, bevendo quel che capita e ridendo quasi perennemente (ma non immotivatamente). Frequento pure i bagni di lettere, i cui gabinetti sono particolarmente strani, senza farmi tanti problemi (e chi mi conosce sa quanto ciò sia notevole) . Poi non si sa bene da dove spunta fuori una chitarrina, usata per suonare, per far suonare, e per far fare il limbo alla gente che passa.
     
    Ridendo e scherzando si fa una certa, mentre il mio stato di notevole brillezza (non ero ubriaca, io non lo sono mai, ero soltanto, appunto, notevolmente brilla), mentre il mio stato, dicevo, persiste quasi immutato. Il che comincia a non essere più molto positivo, visto che dovrei guidare io...
      Ma a questo punto, non si sa bene come, i boys prendono in mano la situazione e mi ritrovo ad essere scarrozzata nella mia stessa macchina (cosa che x una volta non m deprime nemmeno) fino a casa, parcheggio compreso. Ora, cosa abbia spinto quei due santi a far tutto ciò, resta per me incomprensibile; fatto sta che si sono guadagnati il mio amore eterno.
     
    Risvolto negativo di tutta la vicenda è che oggi NON sono andata a Viterbo, causa sveglia a ora medio-tarda e incazzatura materna, ma visto il bel sole che c'è Ombrello potrebbe essere stato meglio così. E comunque la cosa è solo rimandata (quindi se qlcn si volesse unire, mi faccia un fischio che è il benvenuto..).
     
     Paga di avervi tediato per sì lungo tempo m'en torno alla mia storia ch'avrà buon gioco a punirmi con l'allegria delle sue vicende guerreggianti et rivoluzionarie quando non pacifiche et burocratiche. Salve.
    November 22

    il nulla

    Ci vorrebbe un nuovo post, quello giallo comincia a stuccare...ma mi ritrovo alquanto priva d'ispirazione. Chissà perchè ci sono periodi ispiranti e periodi ammutolenti. Ma in fondo ho già scritto..per una volta il post potrebbe finire qua. Si? Ma si va. Mi sto facendo paura da sola (mai fatti post così brevi) ma credo proprio che finirò così. In fondo sono già riuscita a scrivere 5 righe senza dire assolutamente nulla.. notevole..